Vini Bianchi

Bellone, l’uva pane del Lazio

Storia

Una varietà di uva caratteristica del Lazio che vanta una storia antichissima se concordiamo con il Bacci (1596) che vedeva nell’ Uva Pantastica, conosciuta al tempo degli antichi Romani e descritta da Plinio, il progenitore di questo vitigno. Nel Bollettino Ampelografico del 1881, con il termine Bellone era indicata una varietà con grappoli d dimensioni maggiori ma con caratteri analoghi ai “Belli”, una famiglia di vitigni molto diffusi nel Lazio ( da cui probabilmente l’origine del nome). Attualmente è conosciuto con un numero elevato di sinonimi, fra cui Cacchione, Pampanaro, Bello-buono, Albanese, Zinnavacca, Arciprete, Pacioccone. L’ulteriore termine dialettale di Uva Pane spesso usato per definirlo è controverso: per alcuni ampelografi si tratta dello stesso vitigno, altri li considerano differenti ( anche se morfologicamente sembrano molto simili). L’origine di questo curioso sinonimo si deve forse al fatto che l’uva, dagli acini grossi e delicati, era gustata dai contadini della pianura romana insieme al pane.

Diffusione

Principalmente diffuso in provincia di Roma (in particolare nella zona dei Castelli Romani e nei dintorni di Anzio e Nettuno) è coltivato anche in altre regioni dell’Italia Centrale. E’ presente, solo in assemblaggio con altre varietà, nelle Doc laziali Bianco Capena, Cerveteri, Colli Albani Colli Lanuvini, Cori, Frascati, Genazzano, Marino, Montecompatri Colonna, Velletri, Vignanello e Zagarolo.

La pianta

Il grappolo è piuttosto grande, cilindrico-conico, semiserrato o serrato e talvolta provvisto di un’ala. L’ancino è di media grandezza,subrotondo, con una buccia spessa e consistente, mediamente pruinosa, di colore giallastro con screziature marroni. E’ raccolto in genere nelle prime settimane di ottobre.

Il vino

Le rare vinificazioni in purezza( vedi Radix ) ci presentano un vino dal colore paglierino pallido e dalla componente olfattiva leggere, fresca e mediamente fruttata. In bocca è sapido, delicato e con un finale leggermente amarognolo, spesso bilanciato da una leggera presenza di zuccheri residui, usuale nelle produzioni tradizionali.

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