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1968: Inizia l’era dei “Supertuscan”.

Il Sassicaia. Un vino che, come “semplice” vino da tavola, è entrato nel Gotha enologico mondiale, a conferma che quello che conta è la qualità e non tanto l’appartenenza ad una denominazione, che gli è stata comunque riconosciuta. Il Sassicaia non ha un profondo retroterra storico o la nobiltà delle origini che possono vantare altri grandissimi vini, e non viene nemmeno da una zona tradizionalmente vocata. Si produce in Maremma, eppure nelle aste più importanti del mondo le sue bottiglie raggiungono cifre da capogiro. E’ solo nell’immediato dopoguerra che vengono impiantate le prime barbatelle di cabernet sauvignon, in una vallata a 350m slm circondata da colline che riparano dal vento che proviene dal mare. Grande cura del vigneto, severe potature per ridurre al minimo le rese ed ottenere grappoli splendidi. E il vino messo a maturare in barrique da 225l, allora così poco conosciute da noi. I primi vini così prodotti, assaggiati da una ristretta cerchia di amici, veri intenditori, risultavano un po duri e scontrosi, anche a causa, probabilmente, di una tecnica di vinificazione non perfezionata. Ma si continuò a produrre, scegliendo per un secondo vigneto una zona ripida e sassosa, nei pressi di Bolgheri, chiamata, non casualmente, Sassicaia. I tempi, forse, non erano ancora maturi per un vino con quelle caratteristiche, ma chi ha in casa unan bottiglia di quegli anni ha un piccolo tesoro. Il millesimo che attirò l’attenzione degli estimatori e che iniziò a far parlare il mondo del Sassicaia fu il 1968, anno in cui si fissò la data di nascita ufficiale di un vino che, in così poco tempo, ha recuperato decenni di storia, diventando un vero oggetto di culto, un simbolo. E se l’annata è proprio sfavorevole, come nel 1969 e nel 1973, questo vino non viene prodotto. Ci si dilunga volentieri a parlare della storia di questo vino, perchè dimostra che non sempre sono le nobili origini a dare grandi risultati. E da questo vino sono partiti i “SuperTuscan”, un fenomeno che si è poi allargato anche ad altre regioni.Ma nel bicchiere cosa offre questo vino? Il colore è rosso granato con dei riflessi splendidi, ravvivato da una bellissima limpidezza e una elegante consistenza, doti che introducono verso un bouquet ricco, ampio e sofisticato, nel quale si percepiscono sentori di frutta rossa a piccole bacche, peperone, vaniglia ed un ventaglio di profumi speziati. In bocca è morbido e caldo, accarezza il palato con la delicatezza e vellutata di una struttura perfetta, che ha avuto il tempo, durante l’affinamento in barrique e poi in bottiglia, per smussare ogni minima spigolosità, per arrotondare ogni sensazione, per arrivare al perfetto equilibrio. L’armonia in questo vino,se si ha la pazienza di saper aspettare il momento migliore della sua maturazione, è davvero eccezionale. Il rischio è proprio quello di avere fretta, di non permettere che possa esprimere la sua classe e longevità

Zona di Produzione: comprende il comune di Castagneto Carducci, in provincia di Livorno, ad esclusione dei territori ubicati ad ovest della S.S. Aurelia, vecchio tracciato. Sottozona SASSICAIA: comprende una superficie più ristretta.

Affinamento: Minimo 26 mesi, di cui almeno 18 in botti di rovere di capacità non superiore a 225 litri e 6 in bottiglia.

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2 thoughts on “1968: Inizia l’era dei “Supertuscan”.

  1. DIANA ha detto:

    E’ proprio vero che c’e’ sempre da imparare.
    L’articolo fornisce conoscenze adeguate e approfondite

  2. Francesca ha detto:

    Interessante lettura! Non solo vendita, ma anche possibilità di curiosare e approfondire la storia di un vino attraverso degli articoli. Ottimo!

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